Wake

Da molto non mi affacciavo sul mondo delle 6e30.
Chi può sogna l’ultimo sogno, quello che al mattino vagamente ricorderà, o forse neanche quello. Chi non può osserva il mondo dall’alto, perché vuole ricordarsi un sogno anche lui.
Controllo ancora. Il sole ora è sbucato da un’immensa nuvola: è come una seconda alba.
Ora abbaglia lì intorno, leva lacrime di sonno da piante e tegole.

6e45. Quanto si sogna in quarto d’ora? C’è chi dice che un sogno che a noi sembra lunghissimo dura solo il tempo di pochi secondi. 
Una volta alzato credevo che avrei aiutato l’acqua sulle tegole a non andarsene…
Guardo più in là, oltre i campi di grano ormai tagliato, pensando al mare.

Baci, baci ed abbracci
che diventano lacci
e più diventano stretti
più nascondono impicci
come un cane ti accucci
sui tuoi poveri stracci
e piano piano vai giù
come un programma di Socci
piano piano vai giù
ma poco dopo risorgi
solo che non ti accorgi
dei sorrisi posticci
dei pensieri che scacci
delle cose che lasci

per banali capricci …

– A me ricordi il mare, Daniele Silvestri

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1 Response to “Wake”


  1. 1 Annick 22 luglio, 2008 alle 1:21 am

    Guardo una città dall’alto…
    vista dall’aria, una città che sembra in fiamme.


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